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Michelangelo Membrini, ANNUNCIAZIONE, DIO PADRE E STORIE DELLA VITA DI CRISTO, 1504, Chiesa della SS. Annunziata, Lucca, Santissima Annunziata
Michelangelo Membrini, notizie 1484-1525


Figlio del maestro lignario Pietro Membrini da Pistoia, Michelangelo compare nei documenti lucchesi nel 1484. In quell´anno il pittore, definito lucchese, chiede all´operaio della chiesa di Albiano il pagamento di un´opera. L´attività del pittore, che si protrae almeno fino al 1525 lascia supporre che nell´84 fosse agli inizi della carriera, così che ne possiamo immaginare la data di nascita non troppo prima del 1460. La sua formazione avvenne probabilmente fuori di Lucca, forse a Pistoia col padre, anche se i contatti di questi con Lucca probabilmente furono assai precoci. Indubbiamente il giovane Membrini entra presto in relazione coi grandi maestri lucchesi della generazione precedente quali Matteo Civitali, Michele Ciampanti e coi coetanei, da Francesco Marti a Vincenzo Frediani fino al pił giovane Ansano Ciampanti. Con questi ultimi due in particolare il Membrini condivide una vera e propria appassionata adesione a quanto Ghirlandaio e soprattutto Filippino Lippi importano a Lucca agli inizi del nono decennio. Spetta infatti proprio a Michelangelo, nella pittura lucchese, il ruolo che hanno il Marti nel campo dell´oreficeria ed il Civitali in quello della scultura. Egli dischiude infatti a tutto l´ambiente lucchese, grazie ad uno stile personalissimo ricco di elaborazioni, citazioni e mediazioni di elevatissima qualità, una vasta gamma di possibilità formali che diventeranno peculiari, accanto a quelle dei Ciampanti e degli affini del Frediani, del fenomeno noto come Rinascimento lucchese: una singolare commistione di echi fiorentini e senesi con potenti suggestioni nordiche e fiamminghe. Che il Membrini assurga precocemente a ruolo di artista guida fra i pittori lucchesi è attestato da un documento del 1489 quando il vescovo gli affida la decorazione del soffitto cassettonato della sala magna del vescovato. Fideiussore del pittore è Masseo Civitali, altro segno dell´integrazione profonda di Michelangelo con l´ambiente locale per quanto debbano essere continui i rapporti con Firenze: l´anno successivo infatti accoglie nella propria bottega ospitandolo in casa, per tre mesi, un pittore fiorentino di nome Raffaello di Giovanni. La versatilità dell´artista deve procurargli varie commissioni sia di destinazione sacra che privata. Nel 1491 Michelangelo lavora per la pieve di Lunata ma esegue anche la pittura di due cassoni raffiguranti storie per Iacopo de Nobili. L´egemonia del Membrini a Lucca deve farsi sempre pił forte visto che il litigioso Antonio Corsi al momento della commissione della tavola con Madonna col Bambino fra i santi Andrea e Luca di S. Andrea di Compito, nel 1494, chiede esplicitamente che fra i giudici dell´opera venga escluso il Membrini ritenuto ´sospetto a alcune parti´. Negli anni ´90 il pittore è particolarmente attivo per varie chiese del contado mentre la fama raggiunta gli vale una prestigiosa commissione di una tavola per Aloiso, monsignore di Vendomes. Nel 1497 stima con Matteo Civitali la tavola di Vincenzo Frediani per Tempagnano di Lunata. A fine decennio è da datare il tondo con Madonna col Bambino fra i santi Girolamo e Caterina ed un donatore, eseguito per la famiglia Guinigi, un tempo in collezione Lathrop ed oggi nella Museo Getty. Proprio da quest´insolita opera il pittore ha tratto lo pseudonimo di ´Maestro del Tondo Lathrop´ fino alle recenti ricerche d´archivio che ne hanno svelato l´identità anagrafica. L´arrivo a Lucca della tavola di ambito peruginesco (forse in parte eseguita dallo stesso Perugino per la chiesa di S. Girolamo ed oggi al Museo Condé di Chantilly), forse già prima degli anni ´90, influenza fortemente le scelte del pittore che innesta sul suo smaltato repertorio fiammingo e filippinesco nuove valenze atmosferiche, con ulteriori aggiornamenti, condivisi per altro con Ansano Ciampanti, in direzione di Lorenzo di Credi, Piero di Cosimo e del tardo Cosimo Rosselli. Tali aspetti si acuiscono sullo scorcio del 1500 come attesta la superba tavola con Sant´Antonio fra quattro santi, nella chiesa di S. Pietro Somaldi e datata 1497. Il pittore, come attesta il suo nome inciso sulle pareti delle grotte della Domus Aurea, compie anche un viaggio a Roma, in un momento imprecisato che non deve essere troppo distante dallo scadere del secolo. Addirittura c´è chi lo vuole come collaboratore del Pinturicchio nella decorazione di palazzo Petrucci a Siena fra 1506 e 1507. Alle soglie del ´500 la fama del Membrini varca i confini della Repubblica lucchese. Nel 1501 viene contattato dagli operai di S. Rocco presso S. Maria Maggiore di Pisa. In questa fase è da collocare la sua collaborazione col Frediani col quale esegue l´Assunzione della Vergine di S. Maria a Colle. L´attività del pittore sembra non subire cali. Nella sua bottega, che frattanto diviene ambita come luogo di formazione da tutti i giovani pittori, si stipulano contratti di rilievo mentre l´artista continua a lavorare assiduamente per le chiese del contado e della città. Va collocata nel primo lustro del ´500 la Madonna fra i santi Stefano e Girolamo di S. Piercigoli a lungo creduta opera di Perugino dalla critica locale tanta è la ripresa della visione atmosferica del pittore umbro da parte del lucchese che appare anche informato dei pił recenti fatti fiorentini. Spettacolare ed altissima è la tavola con l´Annunciazione della SS. Annunziata, datata 1504, dove il pittore porta al livello massimo di equilibrio formale tutte le componenti culturali che lo distinguono: dai ricordi filippineschi alla veduta analitica fiamminga, dagli aggiornamenti fiorentini alla citazione dell´antico nelle grottesche, viste direttamente dal pittore a Roma. L´arrivo a Lucca di Amico Aspertini incide significativamente sull´artista, come attesta la tavola con Madonna fra i santi Agostino, Monica, Antonio da Padova e Girolamo proveniente da S. Agostino e forse già animata dall´inquieto e bizzarro stile importato dal bolognese. Sono di questi anni le tavole di Ombreglio di Brancoli, Marlia, del 1509, e Lammari ,1503 - 1509. E´ coll´aprirsi del secondo decennio del XVI secolo che l´attività del pittore sembra avere una flessione. I vari documenti raramente fanno riferimento a commissioni artistiche ed è probabile che l´arrivo delle opere di Francesco Francia e Fra´ Bartolomeo indichi l´affievolirsi di tutta la temperie artistica lucchese. Nel marzo del 1525 il pittore risulta già deceduto.

(Massagli R.)


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