 |
Perché un museo virtuale accanto ad un museo reale?
"Sacrum Luce", il sacro a Lucca, è un museo virtuale che nasce all'interno del progetto di costituzione del Museo della Diocesi, al fine di migliorarne le possibilità di fruizione.
Ogni museo diocesano è in effetti una realtà che ha bisogno di essere integrata da un supporto virtuale, giacché le opere che vi sono raccolte sono di necessità solo una selezione obbligata, che deve tener conto sia dell'indissolubile integrazione di molti manufatti artistici nel relativo contesto architettonico - circostanza peraltro vera per qualsiasi museo di valenza territoriale - sia delle esigenze legate al culto.
Inoltre, se in ogni museo l'opera esposta ha bisogno di essere ricollegata all'ambiente in cui e per cui è nata, ciò è particolarmente vero per un museo diocesano, in quanto formato da opere che sono insieme testimonianze di culto, d'arte e di storia
Oltre alla presentazione di una più ampia scelta di opere rispetto a quelle effettivamente musealizzate, "Sacrum Luce" offre quindi la possibilità di approfondimenti relativi a tali tematiche, sia riferite al territorio che al contesto più generale.
Perché un museo virtuale in rete?
La disponibilità in rete di tali informazioni permette di fatto di accedere ad una sorta di museo diffuso, oltre a promuovere la conoscenza di una realtà che le trasformazioni degli insediamenti territoriali e la secolarizzazione della società rendono ormai sempre più sfuggente.
Accanto a questo livello informativo, si è voluto inoltre mettere a disposizione l'intero database delle schede di catalogo elaborate dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Pisa relativamente al territorio lucchese, in modo da rendere questo sito uno strumento utile non solo per la divulgazione ma anche per la ricerca di settore.
Come nasce un progetto così articolato?
La realizzazione di questo progetto, sviluppatasi nell'arco di tre anni, ha richiesto l'attività coordinata di diverse competenze professionali - progettisti di sistemi, storici dell'arte, esperti di comunicazione, informatici, grafici, fotografi e personale tecnico - che si sono impegnati in una collaborazione paritaria improntata ad una filosofia di lavoro integrato, realizzando un prodotto editoriale di estrema complessità e ricchezza.
Le attività sono state organizzate secondo le seguenti fasi principali: compilazione, aggiornamento e revisione delle schede di catalogo; redazione di documenti ipertestuali -2000 cartelle circa- comprensivi di 266 schede dedicate ai luoghi di culto, 66 relative alle architetture, 1155 schede-opera, 188 gruppi di opere, 419 biografie di artisti, 21 saggi monografici, 176 schede relative ai santi; ricerca, digitalizzazione, ritocco e gestione informatica delle immagini (6100 nel museo virtuale, 49918 nel catalogo); progettazione e configurazione del sistema informatico.
|
|